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OCCHIO AL MITTENTE: FALSE E-MAIL INPS PER TRUFFARE GLI UTENTI

13 Settembre 2022

Negli ultimi giorni si sono registrate diverse segnalazioni in rete relative a presunte e-mail trasmesse dall’Istituto. Dietro la promessa di un rimborso economico o dietro la notifica di un mancato versamento di contributi, il mittente richiede un aggiornamento delle coordinate bancarie o un bonifico immediato per evitare sanzioni. Si tratta di un tentativo di truffa online, con l'utilizzo del logo Inps e con un linguaggio volto a trarre in inganno il destinatario del messaggio.

Si rammenta che Inps non invia tali comunicazioni via mail e che l’Istituto non trasmette allegati in formato “.exe”, né link nel corpo delle proprie comunicazioni.

Si raccomanda in tal senso di adoperare la prudenza di rito e, quindi, di:

• non cliccare su eventuali collegamenti esterni contenuti in e-mail o sms presumibilmente trasmessi da Inps;

• non scaricare file allegati in formato ".exe";

• verificare sempre il mittente della comunicazione;

• consultare, sul sito dell'Inps, il vademecum "Attenzione alle truffe", periodicamente aggiornato con le ultime segnalazioni pervenute;

• informare, in caso di ulteriori dubbi, il nostro contact center (803.164 da fisso, 06.164.164 da cellulare) o i profili social ufficiali dell’Istituto per un’ulteriore verifica.

LAVORO: VIA AI NUOVI OBBLIGHI INFORMATIVI VERSO I DIPENDENTI

8 Agosto 2022

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.lgs n.104/2022 sulle condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione Europea. Il provvedimento recepisce nell’ordinamento italiano la direttiva europea 2019/1152 e introduce una serie di disposizioni sulle informazioni da fornire ai lavoratori in merito alle condizioni di lavoro.

Le principali novità

La direttiva UE 2019/1152 e il decreto legislativo n.104 sostituiscono e modificano la normativa vigente, introducendo una serie di nuovi obblighi informativi per i datori di lavoro verso i dipendenti. Tra le principali novità c’è anche un ampliamento del campo di applicazione soggettiva della disciplina, estesa ora alle tipologie contrattuali cosiddette “non standard”, come ad esempio i contratti di prestazione occasionale e di collaborazione coordinata continuativa.

Il decreto estende quindi in modo generalizzato nuovi obblighi connessi all’avvio dei rapporti di lavoro subordinato e autonomo. Essi si applicano su richiesta del lavoratore (entro 60 giorni dall’avvenuta richiesta) per i rapporti in essere al 1° agosto 2022, mentre per le nuove assunzioni le disposizioni sono applicabili a partire dal 13 agosto 2022.

Il provvedimento esclude dagli obblighi informativi i rapporti di lavoro autonomo, come il contratto d’opera e le prestazioni intellettuali (a meno che non siano collaborazioni coordinate continuative), i rapporti di breve durata, quelli di agenzia e rappresentanza commerciale, i rapporti di collaborazione prestati nell’impresa del datore di lavoro da parte del coniuge, dei parenti e affini entro il terzo grado, che siano con lui conviventi.

Gli obblighi informativi

Come previsto dall’articolo 4 del D.lgs 104/2022, al momento della stipula del contratto, i datori di lavoro dovranno quindi fornire ai lavoratori molte più informazioni rispetto al passato. In particolare dovranno essere fornite informazioni su:

  • Durata e condizioni del periodo di prova;
  • Durata del rapporto di lavoro a tempo determinato;
  • Diritto alla formazione erogata dal datore di lavoro;
  • Condizioni relative al lavoro straordinario e informazioni sui sistemi di sicurezza sociale;
  • Durata delle ferie e degli altri congedi retribuiti;
  • Le modalità di pagamento della retribuzione;
  • La programmazione dell’orario normale di lavoro e le condizioni relative al lavoro straordinario e alla sua retribuzione;
  • Se la programmazione del lavoro è in gran parte variabile: ore e giorni in cui verrà chiesto al dipendente di lavorare e durata minima del preavviso che riceverà prima dell’incarico;
  • Il contratto collettivo anche aziendale, applicato al rapporto di lavoro, con indicazioni delle parti che lo hanno sottoscritto;
  • Indicazione degli istituti previdenziali e assicurativi che ricevono i contributi versati;
  • L’identità del co-datore di lavoro, ove presente;
  • In caso di mancanza di un luogo di lavoro fisso, la possibilità di indicare che il lavoratore è libero di determinare il proprio luogo di lavoro.

Inoltre, come previsto all’articolo 3 del decreto, le informazioni previste devono essere rese in modo chiaro e trasparente, in formato cartaceo o elettronico e devono essere conservate e rese accessibili ai lavoratori. Il datore di lavoro, inoltre, deve conservare la prova di trasmissione o ricezione per i cinque anni successivi alla conclusione del rapporto di lavoro.

Gli obblighi informativi riguardano anche eventuali mutamenti del rapporto di lavoro, intervenuti dopo l’assunzione. Il datore di lavoro deve, quindi, notificare al lavoratore per iscritto “qualsiasi variazione” delle condizioni di lavoro, salvo quelle frutto di conseguenze di modifiche normative o di clausole di contratti collettivi, entro un giorno dal prodursi degli effetti della variazione delle condizioni di lavoro.

A proposito di contratti collettivi (CCNL), la normativa cancella la possibilità di rinviare ad essi per reperire le informazioni relativa al rapporto di lavoro. Un aspetto su cui la nostra Confederazione ha espresso una posizione fortemente critica verso il Ministero del Lavoro.

Tempistiche e modalità

Per ciò che riguarda tempistiche e modalità con cui le informazioni devono essere comunicate al lavoratore, la norma stabilisce che il datore di lavoro adempie all’obbligo informativo con la consegna al lavoratore – all’atto di instaurazione del rapporto di lavoro e prima dell’inizio dell’attività lavorativa – del contratto di lavoro scritto o della copia della comunicazione telematica di instaurazione del rapporto di lavoro.

Se i documenti non contengono tutte le informazioni richieste, è possibile integrare i dati relativi all’identità delle parti e al luogo di lavoro con un successivo atto scritto, da consegnare al lavoratore entro 7 giorni dall’instaurazione del rapporto di lavoro. Altre informazioni, come: il diritto alla formazione, la durata delle ferie e dei congedi retribuiti, il preavviso, il contratto collettivo applicato, gli enti previdenziali e assicurativi previsti, possono invece essere comunicate al lavoratore entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa.

Sanzioni

 

Per quanto riguarda gli aspetti sanzionatori, il decreto legislativo 104/2022 individua nell’art.19, comma 2, del D.lgs n.276/2003, la sanzione applicabile in caso di inadempimento degli obblighi informativi. Si tratta di una sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.500 euro per ciascun lavoratore interessato.

 

ASSEGNO UNICO UNIVERSALE 2022: BREVE SINTESI DEGLI ASPETTI PRINCIPALI

4 Gennaio 2021 

I REQUISITI: cittadinanza, residenza italiana e soggiorno

PER CHI SPETTA: per i figli minori o fino a 21 anni in alcuni casi

CHI PUO' PRESENTARE LA DOMANDA: da un genitore o affidatario/tutore

DECORRENZA: 01 Marzo – 28 Febbraio di ogni anno; per il 2022 la domanda puo' essere presentata entro il 30 Giugno per non perdere gli arretrati dal 01 Marzo

PRESUPPOSTI: l'assegno è subordinato alla presentazione dell'ISEE , in assenza l'assegno viene corrisposto nella misura di € 50,00 mensili

COSA SOSTITUISCE:  il nuovo assegno andra' a sostituire l'assegno al nucleo familiare, le detrazioni,  il bonus bebe', il bonus mamma domani

MISURA DELLA PRESTAZIONE: l'importo mensile e' di € 175,00 ma puo' variare in piu' o in meno in base ai parametri ISEE, al numero dei figli e se presenti figli minori disabili

CHI LO PAGA: l'assegno unico verra' pagato direttamente dall'Inps su c/c del richiedente

 

DOCUMENTI UTILI ALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA ( in attesa di istruzione Inps piu' dettagliate):

  • –         DOCUMENTI DI IDENTITA' E CODICE FISCALE DEI RICHIEDENTI E DEI FIGLI PER I QUALI SI RICHIEDE L'ASSEGNO
  • –         CERTIFICAZIONE ISEE
  • –         IBAN PER L'ACCREDITO DELL'ASSEGNO

 

Per consentire gli invii delle do mande tramite il portale INPS non appena saranno caricate lo procedure, si invitano gli interessati a predisporre la certificazione ISEE tramite gli sportelli del ns. patronato INAPA e previo appuntamento.

 

 

Bonus carburante ai dipendenti

30 Marzo 2022

Novità importanti a sostegno di famiglie e imprese sono contenute nel Decreto Energia varato dal Governo, al via dal 22 marzo.

Tra le misure previste, quella relativa alla possibilità di erogazione, da parte delle imprese private ai propri dipendenti, di buoni benzina nel limite di 200 euro a lavoratore, esenti da tasse e contributi.

La soglia dei fringe benefit non imponibili erogati nel 2022 sotto forma di buoni carburante, buoni spesa ecc. è tornata ai 258 euro ante pandemia, ma con il Decreto 21/2022 (articolo 2) le aziende hanno la possibilità di erogare anche 200 euro di buoni carburante ulteriori, che possono cumularsi ai 258 euro (art. 51 comma 3 del TUIR) arrivando, di fatto ad erogare 458 euro in buoni.

Attenzione però, poiché il superamento della soglia dei 258 euro comporta l'estensione della imponibilità a tutti i benefit erogati, bisogna che i nuovi 200 euro in buoni carburante siano indicati in busta paga con dicitura diversa da quella dei canonici 258 euro, anche se in entrambi i casi l'azienda erogasse tutti buoni carburante.

In pratica, avremo "buoni benzina erogati ai sensi dell’articolo 2 del Dl 21/2022" per i nuovi 200 euro in buoni carburante  oppure "buoni benzina (o buoni spesa ecc.) erogati ai sensi dell’articolo 51, comma 3, del Tuir" per i buoni afferenti ai 258 euro canonici.

 

Ovviamente occorre fare attenzione ai CCNL tipo quello della metalmeccanica industria che prevede già 200 euro di welfare (spendibili in buoni), che vanno detratti dai consueti 258 euro: pertanto, un'azienda metalmeccanica industria che intende erogare i 258 euro in buoni e i nuovi 200 euro in buoni carburante dovrà erogare i primi 200 euro contrattuali in buoni a giugno, mentre potrà erogare i restanti 58 euro e i nuovi 200 euro in buoni carburante entro il periodo di imposta.

 

Durc di congruità dal 1° novembre: il commento di ANAEPA

23 Novembre 2021

Confartigianao Imprese Pistoia ricorda che 1 novembre è entrato in vigore il sistema di verifica della congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nella realizzazione di lavori edili definito con il Dm n. 143 del 25 giugno scorso, in attuazione dell’Accordo collettivo del 10 settembre 2020, sottoscritto dalle organizzazioni più rappresentative per il settore edile. Obiettivo del provvedimento, che attua l’articolo 8, comma 10-bis, del Decreto Semplificazioni (DL 76/2020), è combattere il fenomeno del lavoro nero in edilizia e a far sì che la manodopera utilizzata nei cantieri edili sia effettivamente in misura proporzionata all’incarico affidato all’impresa.

Come indicato dall’art. 2 del D.M., la congruità della manodopera si riferisce all’incidenza della manodopera relativa allo specifico intervento realizzato nel settore edile, sia nell’ambito dei lavori pubblici che di quelli privati eseguiti da parte di imprese affidatarie, in appalto o subappalto, ovvero da lavoratori autonomi coinvolti a qualsiasi titolo nella loro esecuzione.

Il Decreto si applica al settore edile, nel quale rientrano tutte le attività, comprese quelle affini, direttamente e funzionalmente connesse all’attività resa dall’impresa affidataria dei lavori per le quali trova applicazione la contrattazione collettiva dell’edilizia stipulata dalle organizzazioni di rappresentanza comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Restano, invece, esclusi i lavori affidati per la ricostruzione delle aree territoriali colpite dagli eventi sismici del 2016 e già oggetto di specifiche ordinanze del Commissario straordinario del Governo.

La verifica della congruità è effettuata in relazione agli indici minimi di congruità riferiti alle singole categorie di lavori, riportati nella tabella allegata all’accordo del 10 settembre 2020 e si applicherà:

• nell’ambito dei lavori pubblici;
• nell’ambito dei lavori privati il cui valore sia pari o superiore a 70 mila euro.

Per i lavori pubblici, la congruità dell’incidenza della manodopera sull’opera complessiva è richiesta dal committente o dall’impresa affidataria in occasione della presentazione dell’ultimo stato di avanzamento dei lavori da parte dell’impresa, prima di procedere al saldo finale dei lavori. Per i lavori privati, la congruità dell’incidenza della manodopera deve essere dimostrata prima dell’erogazione del saldo finale da parte del committente. A tal fine, l’impresa affidataria presenta l’attestazione riferita alla congruità dell’opera complessiva.

L’attestazione di congruità è rilasciata, entro 10 giorni dalla richiesta, dalla Cassa Edile/Edilcassa territorialmente competente, su istanza dell’impresa affidataria o del soggetto da essa delegato oppure del committente. Qualora non sia possibile attestare la congruità la Cassa competente evidenzierà analiticamente all’impresa le difformità riscontrate e la invita a regolarizzare entro 15 giorni attraverso il versamento in Cassa Edile/Edilcassa dell’importo corrispondente alla differenza di costo del lavoro necessaria per raggiungere la percentuale stabilita per la congruità. In mancanza di regolarizzazione, l’esito negativo della verifica di congruità riferita alla singola opera, pubblica o privata, incide, dalla data di emissione, sulle successive verifiche di regolarità contributiva finalizzate al rilascio del DURC online per l’impresa affidataria.

In caso di mancato raggiungimento della congruità, qualora lo scostamento rispetto agli indici di congruità sia accertato in misura pari o inferiore al 5% della percentuale della manodopera la Cassa rilascerà la regolarità previa giustificazione del direttore lavori. Diversamente in caso di non regolarizzazione verrà comunicato l’esito negativo della congruità con conseguente indicazione dell’impresa in Banca nazionale delle imprese irregolari BNI.

La Commissione nazionale paritetica per le Casse Edili CNCE, incaricata dalle Parti individuare ed emanare le modalità operative opportune e necessarie per l’applicazione del sistema della congruità da parte delle singole Casse Edili/Edilcasse, ha messo a punto la piattaforma CNCE EdilConnect, che è in grado di garantire che ogni impresa iscritta a una Cassa Edile/Edilcassa adotti le modalità di inserimento dei cantieri, oggetto della congruità, previste in tutti i territori, informando l’impresa e guidandola a seguire le procedure previste per ogni territorio, al fine di poter addivenire al calcolo della congruità con riferimento al cantiere.

In merito all’entrata in vigore del sistema di verifica della congruità, il Presidente di ANAEPA-Confartigianato Edilizia, Stefano Crestini ha commentato: “Lo spirito e le finalità del provvedimento ministeriale sono da noi condivisi e declinano quanto auspicato con le altre parti sociali e datoriali dell’edilizia nell’accordo collettivo sul tema, sottoscritto il 10 settembre 2020. Pur consapevoli che le disposizioni normative richiederanno alle imprese, che operano in regolarità e correttezza, ulteriori adempimenti burocratici a far data dal 1° novembre prossimo, l’auspicio è che il Durc di congruità faccia emergere e contrasti quella parte minoritaria di aziende che, eludendo la dichiarazione delle ore effettivamente lavorate, di fatto operano concorrenza sleale a danno di quelle virtuose”.

 

(Fonte: Anaepa Confartigianato Edilizia)