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ASSEMBLEA 2022 – Il Presidente Granelli: ‘Noi costruttori di futuro’. Il Premier Meloni: ‘Saremo gli artigiani dell’Italia’

23 NOVEMBRE 2022

“Nei prossimi anni vorremmo considerarci come artigiani dell’Italia, occupandocene con la stessa meticolosità, dedizione, pazienza e amore con cui un artigiano si occupa dei suoi prodotti”. Con queste parole il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è rivolta all’Assemblea di Confartigianato riunita oggi a Roma.

Il Premier Meloni ha risposto punto per punto alla relazione del Presidente di Confartigianato Marco Granelli il quale ha offerto la forza degli artigiani e delle micro e piccole imprese quali ‘costruttori di futuro’, anche per le nuove generazioni, confidando in un nuovo patto di fiducia tra lo Stato e le imprese, per lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese”.

Ad ascoltare le parole del leader degli artigiani e del Presidente Meloni, erano presenti i delegati del Sistema Confartigianato, i rappresentanti del Parlamento, tra cui il Presidente del Senato Ignazio La Russa, del Governo,  delle forze economiche e sociali.

L’Assemblea si è aperta con la lettura del messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Numerosi comparti del tessuto produttivo sono impegnati ad affrontare l’instabilità economica, causata dalla pandemia e aggravata dall’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina, con significative ricadute sulle piccole imprese e sull’artigianato. Si tratta di segmenti strategici dell’economia italiana ed è necessario sostenere l’efficienza dei loro processi produttivi attraverso gli strumenti di potenziamento e innovazione forniti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nel pieno rispetto e in coerenza con gli obiettivi di sostenibilità ambientale. Rinnovare, rafforzare la competitività delle piccole imprese e dell’artigianato significa promuovere eccellenze del nostro Paese e, per quanto riguarda l’artigianato di produzione, integrare filiere, rilanciare economie delle aree interne anche con effetti perequativi di lungo termine. E’ un’opportunità di incoraggiamento dell’imprenditorialità giovanile e un catalizzatore di flussi di capitale umano in storiche realtà italiane, impoverite e colpite dall’esodo. Istituzioni della Repubblica, parti sociali, imprenditori, sono chiamati a concorrere a questi obiettivi e mi è grato, rivolgendo gli auguri di buon lavoro alla vostra Assemblea, auspicare successo in questa impresa”.

L’Assemblea è stata l’occasione per chiedere al premier Giorgia Meloni attenzione all’artigianato e alle micro e piccole imprese, rimuovendo gli ostacoli “che – ha sottolineato il Presidente di Confartigianato – troppo spesso mortificano il nostro talento e le nostre ambizioni”.

Per Granelli, infatti “gli appesantimenti amministrativi in materia di lavoro si sommano alla Torre di Babele della legislazione fiscale: secondo la Banca Mondiale per tempi e procedure per pagare le tasse, nel 2020, l’Italia si colloca al 128esimo posto, ultima tra i 27 paesi dell’Unione europea. È difficile pagare le imposte ed è facile incorrere in errori. Inoltre il livello di tassazione è troppo elevato: la pressione fiscale nel 2022 è pari al 43,8% del Pil, in aumento di 0,4 punti rispetto al 2021 e il carico fiscale che grava su cittadini ed imprese è superiore di 1,9 punti rispetto alla media dell’Eurozona. In pratica, il prossimo anno pagheremo 42,2 miliardi di maggiori tasse, pari a 711 euro pro capite. Con questo divario, con questa zavorra è difficile per noi competere sui mercati internazionali”.

“Seppur in una difficile situazione di finanza pubblica – ha aggiunto – vanno quindi indirizzate risorse a riduzione della pressione fiscale che grava su tutte le forme di lavoro anche mediante l’armonizzazione e la parificazione delle detrazioni spettanti in relazione alle diverse tipologie di reddito. Si incentivi, inoltre, chi scommette sul proprio futuro: chi apre una nuova azienda e ancor di più chi decide di assumere, creando, quindi, valore non solo per sé stesso ma anche per i propri dipendenti”.

“Le imprese, in questo difficile momento – ha proseguito Granelli – hanno bisogno di avvertire il fisco come lo strumento con cui lo Stato garantisce servizi di qualità ai propri cittadini e solidarietà nei confronti dei più deboli e non come un nemico da cui difendersi. Auspichiamo in questo senso la ripresa di un tavolo di confronto sull’avvio della riforma fiscale”.

Su tale contesto pesa anche il caro energia, che alle piccole imprese quest’anno costa 24 miliardi in più rispetto al 2021. “Un impatto enorme – ha proseguito Granelli -. Ma questo non impedisce alla micro-piccola impresa di essere motore dello sviluppo del Paese, nonostante sia addirittura considerata da alcuni la principale causa dei mali dell’economia italiana”.

Sul fronte del lavoro, Confartigianato chiede di smetterla con gli approcci ideologici, rimettendolo al centro dell’azione politica, puntando sull’apprendistato “che deve diventare il principale canale di accesso dei giovani nel mondo del lavoro, perché non è un contratto come gli altri, ma consente al giovane di crescere e formarsi in contesti nei quali la trasmissione del sapere non avviene in maniera statica”. “Crediamo nell’alternanza scuola lavoro – ha proseguito Granelli -; nell’istruzione professionalizzante – sulla quale occorre un approccio nuovo che la renda non discriminatoria -; in politiche attive moderne ed efficaci che partano dai reali fabbisogni delle imprese”.

Il Presidente Granelli chiede al Governo di trovare una soluzione a quelle imprese che hanno concesso lo sconto in fattura sui bonus edilizi. “A nostro parere – ha proseguito Granelli -, occorre: rendere più flessibile l’impiego dei crediti; aumentare la capacità fiscale delle banche, concedendola possibilità di utilizzare compensazioni; valutare la possibilità di prevedere un ‘compratore di ultima istanza’, a controllo pubblico. Ne va della sopravvivenza di molte imprese. Il tema dei bonus in edilizia è per noi centrale perché garantisce uno sviluppo duraturo del Paese, perciò condividiamo la necessità che si apra un confronto costruttivo sul futuro della misura. E come diceva mio nonno, saggio artigiano, ‘Quando girano le gru, gira il Paese'”.

Il Presidente Giorgia Meloni ha replicato alla relazione del Presidente Granelli ricordando: “Noi compiamo un mese dal giuramento, e in un mese abbiamo già incontrato parti sociali e imprese. Come voi credo nel valore centrale dei corpi intermedi“. “Vorrei che il nostro non fosse semplicemente un confronto di carattere sindacale su quello di cui io ho bisogno e su ciò di cui avete bisogno voi. Ma vorrei un confronto stabile sulla strategia di questa nazione, perché il problema dell’Italia è che le è mancata una strategia e invece ha un disperato bisogno di scegliere dove vuole andare e cosa vuole essere e coinvolgere tutti gli attori della nazione dell’economia per puntare a un obiettivo”.

Meloni ha poi affrontato il tema della difesa del made in Italy, segnalando che “nei prossimi giorni vogliamo accompagnare la manovra finanziaria con allegato ad hoc dedicato alla valorizzazione e la tutela del Made in Italy, della proprietà intellettuale, della lotta alla contraffazione. Questo sarà oggetto del nostro confronto”.

Sulla riduzione del costo del lavoro, Meloni ha sottolineato che “l’orizzonte della legislatura è un taglio del 5% almeno” del cuneo fiscale “due terzi al lavoratore, un terzo all’azienda. Anche l’azienda deve avere un beneficio dal taglio del cuneo fiscale”. E sempre in tema di lavoro, ha aggiunto: “Dalla legislatura precedente usciamo con la concezione che la povertà la potevi abolire con un decreto, che la crescita si possa fare con una norma dello Stato ma lo Stato non crea crescita, lo fanno le aziende. Allo Stato compete di mettere nelle condizioni di lavorare, non mettere i bastoni tra le ruote“.

Il costo dell’energia è stato un altro argomento affrontato dal Presidente del Consiglio: “Per me, da presidente del Consiglio, prendere 30 miliardi e metterli sulle bollette quando so che in gran parte stanno andando alla speculazione, è una cosa che fa male”. Quindi ha aggiunto l’impegno a lavorare in questo senso per “consentirci di recuperare una parte di quelle risorse”, riconoscendo anche l’impegno svolto su questo dal precedente governo a cui “do atto di essersi battuto in Europa per il tetto europeo al prezzo gas”.

Meloni ha poi richiamato le misure della legge di bilancio approvata ieri sera dal Consiglio dei Ministri: “Nella manovra facciamo due scelte fondamentali: la prima è la proroga dei crediti di imposta per le aziende aumentandola dal 40 al 45% per le energivore e dal 30 al 35% per le non energivore, perché per noi la messa in sicurezza del tessuto produttivo è la priorità. Lo abbiamo fatto per le imprese e lo facciamo per le famiglie, eliminando gli oneri impropri sulle bollette, riscrivendo la norma sugli extraprofitti, in modo tale che ci consenta di superare le imperfezioni alla base delle contestazioni. In questi trenta giorni abbiamo mantenuto l’impegno preso di dedicarci alla grande emergenza energia: trenta miliardi di euro sono stati investiti su questo, 9 già impegnati in decreto per sostenere famiglie e imprese fino a fine anno e altri 21 nella nuova legge di bilancio che abbiamo presentato questa mattina”.

E ancora sul reddito di cittadinanza, ha spiegato: “Se avessi avuto più tempo avremmo potuto fare la riforma organica che faremo. Ma siamo rimasti fedeli al nostro principio: uno Stato giusto non mette sullo stesso piano dell’assistenza chi può lavorare e chi non può lavorare. Il Reddito di cittadinanza alla fine del 2023 per chi è in condizione di lavorare è abolito. Nel 2023 abbiamo scelto di immaginare un periodo transitorio, non avendo potuto lavorare sugli strumenti per accompagnare queste persone verso il lavoro ma abbiamo ristretto di molto i paletti, intanto i mesi in cui si può avere il sussidio, poi che alla prima offerta rifiutata decade il Reddito, e infine che se prendi il Reddito, minimo devi stare sul territorio italiano”.

Sulla tregua fiscale ha sottolineato: “Muovevamo da un principio del rapporto fra Stato e contribuente. Abbiamo deciso di fare una norma che non prevedesse alcun condono, ma solo operazioni di buonsenso e vantaggiose per lo Stato”.

Il Capo del Governo ha poi indicato il Pnrr come “una grandissima occasione. Immaginiamo di introdurre delle clausole perché le piccole e medie imprese non vengano escluse dalla possibilità di partecipare ai lavori delle opere del Pnrr. Il grosso del lavoro fatto dal precedente governo è stato soprattutto di carattere ordinamentale. Sulla spesa non siamo molto, molto avanti, c’è un lavoro di accelerazione da fare e stiamo lavorando per farlo”. “Sono stata criticata perché ho detto che il Pnrr ha bisogno di un tagliando: il motivo è che è stato scritto in un contesto molto diverso da questo. Abbiamo 120 miliardi di euro in opere pubbliche nel Pnrr – ha aggiunto -, e il costo delle materie prime è aumentato del 130%. Se qualcuno pensa che non vada affrontato il problema, le gare andranno deserte. Serve un aggiustamento”.

E sui bonus edilizia, il Premier ha detto: “Oggi abbiano dovuto correggere la norma, quello che ci preme è il pregresso perché oggi ci ritroviamo con i cassetti fiscali delle banche pieni e le cessioni di nuovi crediti vuote”. Ha quindi ammonito: “Lo Stato ce la metterà tutta, ma le banche qualcosa di più possono fare”, assicurando che, rispetto ai cosiddetti ‘esodati del 110’ “noi faremo quello che possiamo per dare una mano, purché anche altri ci diano una mano”.

 Leggi la relazione del Presidente di Confartigianato Marco Granelli all’Assemblea
 Leggi il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
 Leggi il comunicato stampa di sintesi del Rapporto dell’Ufficio studi
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L’APPELLO UNITARIO AI PARLAMENTARI TOSCANI: “SALVATE LE PICCOLE IMPRESE”

15 Novembre 2022

Piccole imprese come il soldato Ryan. L’appello a salvarle parte da Firenze, dove le associazioni di categoria regionali Confartigianato ImpreseConfcommercio, CNA, Confesercenti oggi (lunedì 14 novembre 2022) hanno portato oltre 400 imprenditori da tutta la Toscana per un confronto diretto con i parlamentari eletti nei collegi toscani.

“Le piccole imprese rappresentano il 96% del sistema economico toscano. Lasciarle morire sotto la scure dei rincari di energia e materie prime - combinati ad inflazione, crisi dei consumi e perdita di competitività - significa privare la Toscana della sua prima fonte di reddito e condannarla ad una crisi economica e sociale senza precedenti”, questo il grido di allarme unanime che si è levato dall’auditorium Al Duomo, che ha ospitato la manifestazione.

Sul palco, incalzati dalle domande della giornalista Agnese Pini, direttrice delle testate del gruppo Monrif, i presidenti Luca Giusti (Confartigianato Imprese Toscana), Luca Tonini (CNA Toscana),  Aldo Cursano (Confcommercio Toscana) e Nico Gronchi (Confesercenti Toscana) hanno denunciato le principali criticità che stanno minacciando la sopravvivenza delle aziende di terziario, artigianato e industria in tutte le sue declinazioni, per formulare al Governo precise richieste. Ad ascoltarli seduti nelle prime file della platea c’erano i senatori e deputati toscani che hanno accettato l‘invito.

Quattro i provvedimenti principali e più urgenti che le associazioni toscane della piccola e media impresa sollecitano, come già fanno da tempo le loro confederazioni nazionali: stop ai rincari e alle speculazioni su energia e materie prime, che stanno stravolgendo le dinamiche del mercato; via libera a sostegni e incentivi che aiutino le imprese a riprendere gli investimenti nell’innovazione, ora bloccati a causa della mancanza di liquidità; poi sburocratizzazione e semplificazione della macchina amministrativa; infine una pronta risoluzione del problema legato alla carenza di manodopera qualificata, che ora rallenta i processi di sviluppo. 

Forte anche l’aspettativa sui fondi strutturali e sul PNRR. Su questo punto, le associazioni di categoria chiedono alla Regione Toscana particolare attenzione agli investimenti che possano favorire l’attività delle imprese, recuperando quel gap competitivo che ora le penalizza nei confronti delle imprese estere.
In tema di crisi energetica, le piccole e medie imprese toscane si dicono pronte a fare la propria parte, investendo sulle rinnovabili, sull’efficientamento dei processi produttivi e degli edifici, ma chiedono anche alla Regione regole chiare e semplici, una pianificazione urbanistica non asfissiante, supporto e sostegno a livello finanziario. Strategica sarà anche la spinta regionale alla diversificazione dell’approvvigionamento energetico, puntando su tutte le forme di energia rinnovabile - dal fotovoltaico, all’eolico, all’idroelettrico - e implementando il ricorso alla risorsa geotermica, che già oggi copre un terzo del fabbisogno energetico toscano.

“Ad unire oggi le nostre associazioni di categoria sono il senso di responsabilità e l’impegno comune a sostegno delle imprese, dei lavoratori e del territorio”, scrivono nella nota congiunta CNA Toscana, Confartigianato Imprese Toscana, Confcommercio Toscana e Confesercenti Toscana, “quello stesso senso di responsabilità e impegno che chiediamo alla politica, consapevoli del ruolo e dell’importanza dei corpi intermedi come i nostri. Siamo veri presidi di democrazia perché facciamo arrivare all’opinione pubblica, alle istituzioni e in tutti i luoghi decisionali le istanze della nostra base associativa, di quelle migliaia di piccole imprese che altrimenti non avrebbero voce, pur avendo grande peso nella costruzione del benessere sociale ed economico del nostro Paese”.

 

 

I numeri

In Toscana sono iscritte agli elenchi camerali 446.289 imprese (sedi e unità locali comprese), per un totale di oltre un milione e 200mila dipendenti (1.269.940). Di queste imprese, il 96% (428.017) ha meno di 50 addetti. Le imprese a rischio chiusura sono almeno 63mila, per un totale di 228mila occupati

LUNEDI' 31 OTTOBRE UFFICI CHIUSI

18 Ottobre 2022

Si comunica a tutti i soci e clienti di Confartigianato Imprese Pistoia che LUNEDI' 31 OTTOBRE, tutti gli uffici resteranno chiusi per ponte.

Le attività riprenderanno regolarmente da MARTEDI' 2 NOVEMBRE.

 

TESSERAMENTO 2023

11 Novembre 2022

Impresa, il valore che si rinnova.

Scegli il futuro con noi. Da sempre, con le nostre imprese, sosteniamo l’economia e forti dei nostri valori, raccogliamo le sfide trasformandole in obiettivi per crescere, rinnovarci e rinnovare il nostro paese. I cambiamenti corrono veloci e noi con loro. Continuiamo a lavorare insieme e ad essere gli artefici del nostro futuro.

Associarsi a Confartigianato

Perché è nel nostro DNA

Il lavoro artigianale “su misura”, lontano dalle logiche della produzione standardizzata, è da sempre nel sangue degli italiani. Siamo un popolo capace di creare e di produrre qualunque cosa, in modo unico.  Che si tratti di una modifica di carrozzeria, di alta sartoria, di tornire un pezzo di meccanica di precisione, o di un fotoritocco professionale. Sappiamo eccellere per il gusto di far bene le cose.  E sappiamo intuire al volo dove la domanda sta andando, anticipandola e diventando pionieri
del Made in Italy nel mondo.

Perché sei artigiano. E imprenditore

Perché ti riconosci in una dimensione d’impresa in cui il tuo apporto umano, personale e professionale è insostituibile.

Artigianato oggi non è più solo lavoro manuale: è anche terziario avanzato, attività professionale e consulenziale, moda, design, piccola e media impresa.

Ovunque la passione e l’amore per il lavoro “fatto bene” ti porti.

Per fare sistema, ed essere più forte

Perché i tuoi problemi e le tue preoccupazioni sono le stesse di centinaia di migliaia di artigiani e piccoli imprenditori in tutta Italia. 

Perché insieme a loro sei più forte, e puoi far sentire la tua voce dove si decide del tuo futuro.

Perché fai parte di una grande famiglia, che conta più di 700.000 associati in ogni regione d’Italia.

Perché accedi a un mondo di servizi

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Perché diventare grandi oggi è una sfida quotidiana.

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Da subito

L’unione fa la forza, e la forza si misura nei fatti.

 Non solo attraverso i servizi dedicati agli associati, ma anche attraverso vantaggi a loro riservati in esclusiva, e convenzioni stipulate con i più grandi marchi italiani e stranieri: produttori
di autoveicoli, linee aeree, noleggi auto, servizi per chi viaggia e chi lavora. Ovunque tu sia. 

Perché dove c’è un associato, noi siamo lì.

PRESENTAZIONE PROGETTO PRISMA

12 Ottobre 2022

Ottimizzazione dei rapporti di filiera, migliore gestione dell’organizzazione del lavoro, riduzione delle disfunzioni organizzative, sono temi che un’impresa anche di piccole dimensioni deve affrontare per restare competitiva in un mercato globale che punta sempre più all’efficienza nell’organizzazione del lavoro, al contenimento dei costi e alla qualità dei rapporti con i clienti e i fornitori.

Grazie ad un accordo di collaborazione con il PIN Polo Universitario di Prato, sottoscritto dall’Associazione territoriale, abbiamo la possibilità di offrire gratuitamente alle imprese una vasta gamma di servizi di supporto e consulenza su molti temi di interesse come ad esempio:

·         Audit tecnologico (diagnosi della situazione tecnologica e competitiva dell’impresa)

·         Supporto finalizzato alla partecipazione a bandi per la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo (R&S)

·         Accesso a tecnologie e infrastrutture innovative che favoriscano la produzione

·         Consulenza per l’innovazione organizzativa dell’impresa

·         Rapporti con operatori nazionali e internazionali per lo sviluppo di partnership strategiche;

·         Accesso a nuove soluzioni tecnologiche sviluppate da startup selezionate a livello nazionale e internazionale.

 

Questi sono solo alcuni esempi di quello che puoi avere come supporto e consulenza per migliorare la gestione aziendale attraverso il progetto PRISMA.

Ma la cosa più importante, è quella di poter avere a disposizione un team di lavoro qualificato, al quale potrai evidenziare un problema o una criticità che riscontri in azienda e trovare la soluzione più adatta alle esigenze della tua impresa.

Se sei interessato al Progetto Confartigianato Imprese Pistoia e Prato stanno organizzando un incontro nel corso del quale verrà presentato il Progetto PRISMA dove sarà possibile fare tutte le domande e avere tutti i chiarimenti necessari.

L’incontro si terrà il giorno mercoledì 19 ottobre 2022 alle ore 18:30 nella sede di Confartigianato Imprese Prato, Viale Montegrappa 138. Per partecipare è sufficiente scrivere all’indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per chi non potesse partecipare in presenza è possibile richiedere il link per il collegamento telematico.

Per qualsiasi chiarimento o informazione, potete contattare l’Ufficio Categorie, nella persona di Massimo Bianchi, al numero telefonico 0573 937886