I tempi di pagamento dei Comuni nel 1° semestre 2019: una analisi per territorio

ROMA (Ufficio studi Confartigianato) - L’Italia è il primo Paese in Unione europea per peso sull’economia dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche, pari a 3 punti di PIL, quota pressoché doppia rispetto all’1,6% della media dell’Unione europea.

Tale spread con l’Ue si assorbirebbe completamente se venisse adottata la proposta di Confartigianato di compensazione secca, diretta e universale tra i debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese e i debiti fiscali e contributivi delle imprese mediante la quale si utilizzerebbero i 28,4 miliardi di euro di versamenti allo Stato da parte delle imprese fornitrici della P.A. per la compensazione del debito, con il dimezzamento (53,5%) dei 53 miliardi di euro di debiti della P.A..

I tempi di pagamento dei Comuni al primo semestre 2019 – Le Amministrazioni comunali concentrano una ampia quota di forniture alla P.A. delle micro e piccole imprese e dell’artigianato. L’analisi dei dati su oltre 7 mila e 800 Comuni per cui sono rilevati pagamenti nel corso del I semestre 2019 evidenzia che a fronte di 4,7 milioni di fatture ricevute dai fornitori per un importo totale di 21,1 miliardi di euro, le Amministrazioni comunali hanno pagato un totale 15,5 miliardi di euro con un tempo medio di pagamento di 37 giorni, sostanzialmente in linea con il tempo medio di 39 giorni rilevato per il totale degli enti della PA che hanno effettuato pagamenti. I Comuni presentano un ritardo medio di 3 giorni sulla scadenza delle fatture stesse. In media i Comuni rilevano una quota dell’importo pagato sul totale fatture pari al 73,6%.

Il confronto con la normativa europea entrata in vigore nel nostro ordinamento dal 2013, evidenzia che il 40,6% dei Comuni paga entro 30 giorni (3.196 Comuni) concentrando il 42,1% dell’importo pagato (6,5 miliardi di euro) mentre il restante 59,4% paga in oltre 30 giorni (4.682 Comuni) con una quota del 57,9% dell’importo pagato dal totale dei Comuni (9,0 miliardi di euro); in particolare il 44,1% dei Comuni impiega in media dai 31 ai 60 giorni per pagare i propri fornitori - con un forte addensamento nei giorni immediatamente successivi – mentre a distanza di oltre sei anni dall’entrata in vigore della normativa europea sui tempi di pagamento rimangono 1.207 Comuni – pari al 15,3% del totale delle Amministrazioni locali e all’8,9% degli importi delle fatture - che pagano oltre i 60 giorni.

I tempi medi di pagamento dei Comuni per regione e provincia di appartenenza - I tempi medi di pagamento dei Comuni più elevati si registrano in quelli localizzati in Molise (57 giorni), Calabria (56 giorni), Campania (50 giorni), Umbria (48 giorni) e Abruzzo (46 giorni). Sul versante opposto risultano più virtuosi i Comuni localizzati nella Provincia Autonoma di Bolzano che impiegano, nella media provinciale, 20 giorni per pagare i propri creditori; seguono il Veneto (28 giorni), la Valle d’Aosta e la Liguria (entrambe con 29 giorni) e il Friuli-Venezia Giulia e Sardegna, regioni nelle quali Comuni pagano mediamente nel termine di 30 giorni. L’analisi evidenzia che i Comuni pagano in ritardo rispetto alla media di 37 giorni in 49 province di appartenenza. In particolare, nella media provinciale, pagano oltre i 60 giorni i Comuni localizzati nelle seguenti province: Rieti (68 giorni), Reggio Calabria (66 giorni) e Campobasso (62 giorni). Al contrario i termini di pagamenti sono più contenuti e rispettosi, nella media provinciale, del termine di legge, per i Comuni localizzati nelle province di: Bolzano (20 giorni), Genova (22 giorni), Sassari (24 giorni), Sondrio (24 giorni), Bergamo, Novara, Verona (tutte con 25 giorni), Treviso (26 giorni), Massa-Carrara, Vercelli, Vicenza (tutte con 27 giorni), Brescia, Piacenza, Pisa, Prato, Sud Sardegna, Udine, Valle d'Aosta e Venezia (tutte con 29 giorni), Cuneo, Ferrara, Firenze, Gorizia, Lecco, Padova e Pordenone (tutte con 30 giorni).

Il peso dei debiti commerciali della P.A. e le tendenze sui tempi di pagamento

Prosegue la diminuzione dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche che, secondo le ultime valutazioni della Banca d’Italia (2019), sono scesi al 3,0% del PIL (era 3,2% nel 2017) e sono valutati nel 2018 in circa 53 miliardi di euro. Circa la metà del totale del debito commerciale della P.A. è legata al ritardo nei pagamenti delle Amministrazioni pubbliche rispetto alle scadenze contrattualmente previste. Il peso dei debiti della P.A. per la fornitura di beni e servizi - per la sola parte di spesa corrente e comprese le anticipazioni - costituisce un importante vincolo all’attività di impresa: nel confronto europeo (Eurostat, 2019) relativo al 2018 l’Italia si colloca al primo posto per peso del debito commerciale della P.A. con il 3,0% del PIL, davanti a Croazia (2,9%), Lussemburgo (2,1%), Danimarca e Finlandia (entrambe a 2,0%). Il valore italiano è doppio rispetto alla media dell’UE, pari all’1,6%. Considerando i principali paesi dell’Unione il valore dei debiti commerciali della P.A. dell’Italia diverge ampiamente rispetto all’1,5% della Francia e della Germania ed all’1,4% del Regno Unito ed è triplo rispetto allo 0,9% della Spagna.

L’elevato debito verso fornitori degli enti pubblici si intreccia con un persistente ritardo dei pagamenti da parte delle Pubbliche amministrazioni, anche se negli ultimi anni si registrano segnali di miglioramento. Secondo le valutazioni contenute nella relazione annuale della Banca d’Italia1 nel 2018 prosegue la riduzione dei tempi medi effettivi di pagamento che si attestano a circa 85 giorni, valore superiore ai limiti di 30 e 60 giorni previsti dalla direttiva europea relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (direttiva UE/2011/7) entrata in vigore nel nostro ordinamento nel 2013. Sempre nella relazione di Banca d’Italia si indica che “in base ai risultati dello European Payment Report 2019 di Intrum i tempi di pagamento in Italia sono superiori di quasi un mese rispetto alla media dei paesi considerati.” L’ultima rilevazione del MEF (2019b) evidenzia che nel 2018 i tempi di pagamento della PA migliorano e sono pari a 54 giorni. In relazione alla proposta di Confartigianato (2019) di compensazione secca, diretta e universale tra i debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese e i debiti fiscali e contributivi delle imprese si stima che in un anno i versamenti allo Stato dalle imprese fornitrici della P.A. utilizzabili per la compensazione ammontano a 28,4 miliardi di euro, importo che rappresenta oltre la metà (53,5%) dei 53 miliardi di euro di debiti della P.A. (Banca d’Italia, 2019, pag. 145). In tal modo si azzererebbe lo spread dei debiti commerciali della P.A. tra Italia e Unione europea.

I tempi di pagamento dei Comuni nel primo semestre del 2019: una analisi per territorio

In questo lavoro sono evidenziati i risultati dell'analisi dei dati messi a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (2019b) in occasione del Focus “Migliorano i tempi di pagamento delle Pubbliche amministrazioni” del 19 novembre 2019 e che contiene le evidenze di 22.015 enti pubblici che hanno ricevuto delle fatture dai propri fornitori2. In particolare l’analisi verte sull’analisi del tempo medio di pagamento3 nel I semestre 2019 di 7.878 Comuni4 che hanno ricevuto 4,7 milioni di fatture dai fornitori per un importo totale di 21,1 miliardi di euro e che hanno pagato un totale 15,5 miliardi di euro. Le Amministrazioni comunali rappresentano circa un terzo degli enti della P.A. censiti (36,2%) delle fatture ricevute (33,8%) e poco meno di un quarto sia dell’importo delle fatture (24,7%) che dell’importo pagato (25,0%).

Perché la focalizzazione dell’analisi sui Comuni - Le Amministrazioni comunali presentano una forte concentrazione degli acquisti della P.A. effettuati da piccole imprese e imprese artigiane. Nel 2018 i Comuni determinano 27.269 milioni di euro di consumi intermedi, il secondo comparto dopo i 35.142 milioni di euro degli Enti sanitari (Upb, 2019). Prendendo a riferimento le forniture delle imprese dell'edilizia e installazione di impianti, nel 2018 la quota di investimenti in costruzioni riferita alle Amministrazioni locali è del 62,7%. In termini più generali il 40,6% degli investimenti fissi lordi delle Amministrazioni locali viene determinato dai Comuni. Nostre analisi condotte sul territorio (Confartigianato, 2019) evidenziano che poco meno di tre quarti delle vendite alla P.A. delle micro e piccole imprese si concentrano nei Comuni.

Il confronto con la normativa europea entrata in vigore nel nostro ordinamento dal 2013 - con il Decreto Legislativo n. 192/2012 che recepisce la direttiva UE/2011/7 – secondo la quale tutte le Amministrazioni pubbliche sono tenute a pagare le proprie fatture entro 30 giorni dalla data del loro ricevimento - ad eccezione degli enti del servizio sanitario nazionale, per i quali il termine massimo di pagamento è fissato in 60 giorni – evidenzia che i Comuni pagatori evidenziano un tempo medio di pagamento - ponderato per gli importi delle fatture pagate - di 37 giorni, sostanzialmente in linea con il tempo medio di 39 giorni rilevato per il totale degli enti della P.A. che hanno registrato pagamenti nel primo semestre del 2019. In particolare il 40,6% dei Comuni paga entro 30 giorni (3.196 Comuni) concentrando il 42,1% dell’importo pagato (6,5 miliardi di euro) mentre il restante 59,4% paga in oltre 30 giorni (4.682 comuni) con una quota del 57,9% dell’importo pagato dal totale dei Comuni (9,0 miliardi di euro). Nel dettaglio la maggioranza dei Comuni impiega in media dai 31 ai 60 giorni per pagare i propri fornitori con una quota del 44,1%, pari a 3.475 Comuni - con uno specifico addensamento nei primi tre giorni della classe (vedi grafico successivo) – che erogano quasi la metà (49,0%, pari a 7,6 miliardi di euro) dell’importo pagato dal totale dei Comuni nel semestre in esame. Sono 1.207 i Comuni che pagano oltre 60 giorni, rappresentano il 15,3% delle Amministrazioni comunali ed erogano 1,4 miliardi di euro, pari all’8,9% dei pagamenti totali. I Comuni presentano un ritardo medio5 di 3 giorni rispetto alla scadenza delle fatture stesse. L'analisi per territorio esamina le rispettive le medie regionali e provinciali dei tempi medi di pagamento dei Comuni e delle relative distribuzioni; nelle tavole statistiche sono comprese anche le medie regionali e provinciali dei giorni di ritardo.

I tempi medi di pagamento dei Comuni: le medie per regione di appartenenza

L’analisi dei pagamenti dei Comuni per regione di appartenenza evidenzia che i tempi medi di pagamento dei Comuni più elevati si registrano in quelli localizzati in: Molise con 57 giorni, Calabria con 56 giorni, Campania con 50 giorni, Umbria con 48 giorni e Abruzzo con 46 giorni. Sul versante opposto, le condizioni migliori si registrano nei Comuni localizzati nella Provincia Autonoma di Bolzano dove sono impiegati 20 giorni per pagare i creditori delle Amministrazioni comunali, seguiti dai Comuni del Veneto con 28 giorni, della Valle d’Aosta e della Liguria, entrambe con 29 giorni e del Friuli-Venezia Giulia e della Sardegna, nelle quali i Comuni pagano, in media regionale, entro il limite di legge di 30 giorni.

In particolare la maggiore incidenza di Comuni che pagano entro il limite di legge di 30 giorni si riscontra per quelli localizzati in Provincia Autonoma di Bolzano con 87,1% e Valle d'Aosta con 77,0% seguite da ulteriori quattro regioni dove oltre la metà dei Comuni rispetta il limite della direttiva: Sardegna con 64,5%, Friuli-Venezia Giulia con 61,2%, Veneto con 58,2% e Lombardia con 54,4%.

All’opposto la quota più elevata di Comuni che pagano oltre i 60 giorni si registra per quelli localizzati in Sicilia dove il 39,8% dei Comuni paga con tale ampio ritardo rispetto ai termini di legge; quote molto elevate si riscontrano anche per i Comuni di: Calabria con 36,3%, Lazio con 34,4%, Campania con 28,0%, Umbria con 26,1% e Molise con 25,7%.

Per quanto riguarda l’ammontare dei pagamenti dei Comuni le più alte incidenze di ammontare di pagamenti effettuati entro il limite di legge di 30 giorni si riscontra nei Comuni di: Provincia Autonoma di Bolzano con il 90,2% e Veneto con il 76,5%, seguite da Liguria con il 68,2%, Lombardia con il 67,5%, Valle d'Aosta con il 63,1%, Toscana con il 56,8% e Sardegna con il 54,0%.

All’opposto la quota più elevata degli importi pagati relativi ai Comuni che pagano oltre i 60 giorni si registra per quelli localizzati in Calabria dove il 41,1% dei pagamenti viene effettuato con tale ampio ritardo rispetto ai termini di legge; quote molto elevate si riscontrano anche nei Comuni di: Molise con 40,9%, Umbria con 37,4%, Campania con 21,7%, Piemonte con 21,6%, Abruzzo con 18,6% e Sicilia con 16,1%.

I tempi medi di pagamento dei Comuni: le medie per provincia di appartenenza

I Comuni pagano con tempi superiori alla media nazionale di 37 giorni in 49 province di appartenenza. In particolare nella media provinciale superano anche il limite di 60 giorni i Comuni localizzati nelle seguenti province: Rieti con 68 giorni, Reggio Calabria con 66 giorni e Campobasso con 62 giorni. Seguono i Comuni localizzati nelle province di: Avellino con 60 giorni, La Spezia con 59 giorni, Frosinone con 56 giorni, Cosenza con 55 giorni, Salerno con 55 giorni, Catanzaro con 53 giorni, Alessandria con 52 giorni, Catania con 51 giorni, Enna con 51 giorni, Caserta con 50 giorni, Chieti con 50 giorni e Perugia con 50 giorni.

Al contrario i termini di pagamenti sono più contenuti e rispettosi, nella media provinciale, del termine di legge, per i Comuni localizzati nelle province di: Bolzano (20 giorni), Genova (22 giorni), Sassari e Sondrio (24 giorni), Bergamo, Novara, Verona (tutte con 25 giorni), Treviso (26 giorni), Massa-Carrara, Vercelli, Vicenza (tutte con 27 giorni), Brescia, Piacenza, Pisa, Prato, Sud Sardegna, Udine, Valle d'Aosta e Venezia (tutte con 29 giorni), Cuneo, Ferrara, Firenze, Gorizia, Lecco, Padova e Pordenone (tutte con 30 giorni).

Le quote di Comuni che pagano entro 30 giorni e oltre 60 giorni - Si rileva una incidenza di Comuni che pagano entro il limite di legge di 30 giorni superiore alla media nazionale di 40,6% in media in quarantuno province di appartenenza delle Amministrazioni comunali e, nel dettaglio, i valori più elevati si riscontrano per i Comuni localizzati nelle province di: Bolzano (87,1%), Valle d'Aosta (77,0%), Sassari (76,4%), Sondrio (76,3%), Treviso (74,0%), Bergamo (72,5%), Prato (71,4%), Oristano (70,9%) e Trieste (66,7%).

All’opposto si rileva una incidenza di Comuni che pagano oltre i 60 giorni superiore alla media di 15,3% in quarantanove province di appartenenza delle Amministrazioni comunali e, nel dettaglio, e i valori più elevati si riferiscono ai Comuni localizzati nelle province di: Siracusa (57,1%), Ragusa (50,0%), Catania (46,4%), Messina (45,4%), Reggio Calabria (45,2%), Rieti (42,5%), Frosinone (42,2%), La Spezia (40,6%), Crotone (38,5%), Roma (37,8%), Salerno (37,5%), Caserta (37,3%), Agrigento (37,2%), Enna (36,8%), Vibo Valentia (34,8%) e Cosenza (33,6%).

Le quote di pagamenti relative ai Comuni che pagano entro 30 giorni e oltre 60 giorni – L’analisi della distribuzione dell’ammontare dei pagamenti dei Comuni per classi di tempo di pagamento evidenzia che per i Comuni di quarantadue province di appartenenza l’incidenza di ammontare di pagamenti effettuati entro il limite di legge di 30 giorni supera la media nazionale del 42,1% e nel dettaglio le quote più elevate si riscontrano per i Comuni delle province di: Prato (92,9%), Provincia Autonoma di Bolzano (90,2%), Genova (89,8%), Venezia (87,3%), Sondrio (85,5%), Sassari (83,6%), Milano (83,3%), Firenze (82,0%), Massa-Carrara (80,4%), Vicenza (79,5%), Piacenza (79,2%), Bergamo (76,7%), Padova (76,3%), Novara (75,6%), Treviso (74,9%), Ferrara (74,4%), Vercelli (72,7%), Verona (71,2%), Brescia (69,3%) e Pistoia (66,9%).

All’opposto si rileva una incidenza di importi pagati relativi ai Comuni che pagano oltre i 60 giorni superiore alla media nazionale dell’8,9% in quarantaquattro province di appartenenza delle Amministrazioni comunali e, nel dettaglio, e i valori più elevati si riferiscono ai Comuni delle province di: Reggio Calabria (68,5%), La Spezia (58,4%), Rieti (56,5%), Campobasso (51,2%), Frosinone (46,9%), Perugia (43,1%), Salerno (41,9%), Avellino (37,0%), Cosenza (36,3%) e Torino (33,8%).


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