Pensione quota 100, i chiarimenti dell'Inps

PISTOIA - L’Inps ha fornito alcuni dei chiarimenti che erano stati richiesti su pensione quota 100.

Le questioni più delicate riguardavano l’applicazione del divieto di cumulo con i redditi da lavoro autonomo non occasionale. Riguardo al cumulo con i redditi da lavoro autonomo occasionale, l’Istituto ha affermato che il superamento del limite di 5.000 euro annui rileva ai fini del divieto di cumulo anche se prodotto nei mesi precedenti alla decorrenza della pensione.

Decorrenza della pensione per i soggetti che, in vista della cessazione dell’attività da lavoro autonomo, avevano presentato domanda chiedendo la decorrenza della pensione dopo il mese successivo alla presentazione della stessa, in coincidenza con la cessazione dell’attività. In questi casi le sedi avevano assunto la decisione di attribuire la decorrenza comunque dal mese successivo alla presentazione della domanda, in presenza, quindi, dell’attività lavorativa con produzione di reddito, con conseguente successiva sospensione del trattamento pensionistico per l’intero anno.

Di seguito si isolano gli aspetti più rilevanti riguardanti l’applicazione del divieto di cumulo con i redditi da lavoro autonomo non occasionale.

Redditi rilevanti

Al paragrafo 1.1 viene indicato quali sono i redditi che rilevano ai fini dell’incumulabilità sia con riferimento al periodo temporale nel quale sono stati percepiti e nel quale è stata svolta l’attività (aspetto approfondito al paragrafo 1.4 riguardante la sospensione del trattamento), sia con riferimento alla natura dei redditi stessi.

Incumulabilità e sospensione del trattamento

La particolare disciplina sulla incumulabilità con i redditi da lavoro e pensione quota 100, rispetto a quelle già previste nell’ordinamento previdenziale consiste nel fatto che, in presenza di redditi rilevanti a tali fini, il trattamento è sospeso (e non ridotto) per l’intero anno e non per i mesi di produzione del reddito. Inoltre non vi è un importo soglia entro il quale il reddito percepito non produce effetti.

Tuttavia, affinché i redditi conseguiti siano rilevanti ai fini della incumulabilità devono essere percepiti nel periodo compreso tra la data di decorrenza del trattamento e la data di compimento dell’età pensionabile e si devono riferire ad attività espletata nel medesimo periodo.

I ratei di pensione relativi a periodi di percezione di redditi per attività svolta nel medesimo periodo non saranno corrisposti, ovvero, se posti in pagamento l’Inps provvederà al recupero.

Ai fini della sospensione del pagamento, invece, non rilevano i redditi percepiti nei mesi precedenti la decorrenza della pensione, nonché i redditi percepiti dopo la decorrenza della pensione per attività svolta prima.

Allo stesso modo, non rilevano redditi derivanti da attività svolta prima del compimento dell’età pensionabile i cui compensi saranno percepiti dopo.

Al paragrafo 1.4 l’Istituto si sofferma su questo aspetto elencando una serie di esempi.

Rilevazione dei redditi da parte dell'Inps

Ai fini dell’accertamento dell’incumulabilità, nella circolare, paragrafo 1.5, viene affermato che i titolari di pensione che si trovino nella condizione di incumulabilità, devono presentare all’Inps un’apposita dichiarazione, anche in via preventiva, sulla base della quale l’Istituto provvederà ad effettuare la sospensione del pagamento.

Nello stesso tempo l’Inps provvederà ad effettuare verifiche, attraverso l’incrocio dei dati forniti dall’Agenzia delle Ee attività lavorativa di qualsiasi natura.

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