Conclusi gli incontri di Confartigianato con i candidati a sindaco di Pistoia. Il primo ruond si è svolto la settimana scorsa, con un faccia a faccia diretto fra alcuni imprenditori e Samuele Bertinelli, mentre al secondo, organizzato il 2 maggio, hanno partecipato Annamaria Celesti, Daniela Simionato, Alessio Bartolomei, Paolo Bonacchi ed Enrico Guastini.
Al centro del dibattito un quesito base: cosa farà il nuovo sindaco per riportare il lavoro sul territorio? Per gli imprenditori Confartigianato, il primo cittadino dovrà affrontare la questione disoccupazione (passata dal 4,5 del 2007 al 6,3 del 2011) creando un terreno favorevole allo sviluppo delle imprese esistenti e alla nascita di nuova imprenditoria.
In quest’ottica, per Samuele Bertinelli “occorre ragionare in termini di sistema. Bisogna a parità di condizioni, scegliere le aziende del territorio, facendo gare non più al massimo ribasso, ma con l’offerta economicamente più vantaggiosa. In secondo luogo, il Comune deve poter orientare le politiche di sviluppo, rendendo Pistoia una città ecosostenibile e incentivando gli investimenti nella green economy. Infine, semplificare e sburocratizzare nonché migliorare i servizi anche a costi inferiori. E’ possibile, se il Comune riprende la partecipazione diretta nelle aziende principali di servizio, uscendo da Publiservizi e dismettendo altre decine di partecipazioni in attività che possono essere affidate al mercato“.
Tutti concordi anche i candidati presenti all’incontro del 2 maggio sull’idea degli “appalti a km zero”, dell’alleggerimento della macchina burocratica e del ridimensionamento della macchina comunale.
In particolare, Alessio Bartolomei ha evidenziato una serie di possibili “tagli” alla struttura e alle partecipazioni per recuperare risorse da reinvestire sul territorio e ha sottolineato l’importanza della sussidiarietà per far sì che il Comune si trasformi “da nemico ad alleato delle imprese”.
Il sindaco, ha detto Bartolomei, dovrà vigilare affinché gli appalti non continuino ad andare ai “soliti noti” e il voto di domenica dovrà riportare in consiglio comunale quella “cultura d’impresa” che oggi non c’è, dal momento che la maggior parte di consiglieri viene dal lavoro dipendente.
Per Annamaria Celesti la parola d’ordine è “difendere e tutelare ciò che abbiamo sul territorio”, puntando sulle piccole imprese visto che quelle di grandi dimensioni da noi sostanzialmente non esistono. Imu dunque al minimo indispensabile, per la candidata del Pdl, e certificazione immediata del bilancio comunale, quale elemento per fare chiarezza su cosa il Comune è in grado di tagliare e cosa può offrire in termini di incentivi economici. Fondamentale, per Celesti, anche la creazione di sinergie con le banche locali per sostenere l’accesso al credito da parte di imprese e cittadini.
La lotta alla contraffazione e all’abusivismo è uno degli ingredienti base della ricetta di Daniela Simionato, che vede nella riqualificazione del centro storico un nodo essenziale su cui dovrà lavorare il futuro sindaco.
Ha parlato, tra l’altro, di green economy Enrico Guastini, per il quale occorre stimolare l’edilizia non attraverso l’incentivazione a costruire ex novo, ma puntando sul recupero e la riqualificazione del patrimonio esistente. Completamente d’accordo, il candidato ecologista, sulla proposta avanzata dal presidente di Confartigianato Pistoia Simone Balli, di introdurre l’esenzione tributaria per i primi tre anni di vita delle nuove imprese.
Ogni decisione, secondo Paolo Bonacchi, dovrà comunque passare al vaglio di un referendum partecipativo, sul modello svizzero, per riportare i cittadini ad occuparsi della cosa pubblica e rendere il Comune una struttura al loro servizio.
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