caro rifiuti PistoiaDiecimila euro l’anno a Publiambiente: una somma esorbitante per un’azienda che produce “rifiuti” fatti al 90% di carta e cioè di materiale riciclabile.

“Una cifra che siamo stufi di pagare _ afferma il direttore di Confartigianato Pistoia Patrizio Zini _ così come sono stufe tante altre aziende che ci hanno segnalato analoghe situazioni. Vorrà dire che o Publiambiente e il Comune di Pistoia si adeguano agli esempi eccellenti di chi fa raccolta porta a porta, come il Comune di Capannori, o ci auto-decurteremo le bollette del 50 per cento, porteremo la nostra spazzatura a Palazzo di Giano e inviteremo tutte le imprese a fare altrettanto”.

I rifiuti indifferenziati prodotti attualmente dagli uffici del sistema Confartigianato di Pistoia si aggirano intorno ai 6 cassonetti l’anno. Ogni cassonetto ha un volume di 660 litri e, provando a pesare ciò che contiene quando viene svuotato (penne, qualche carta di caramella, bicchierini da caffè, la polvere aspirata durante le pulizie e poco altro), si ottiene una media, calcolata per eccesso, di 30 chili a cassonetto. Totale 180 chili l’anno di rifiuti da smaltire in discarica o conferire all’inceneritore.

“Se, per assurdo, lo facessimo direttamente, _ prosegue Zini _ le cifre sarebbero ben diverse da quelle richieste da Publiambiente”.

Da un calcolo effettuato sulla base delle cifre medie di ingresso in discarica dei rifiuti ed esagerando le stesse cifre si arriva a 500 euro a tonnellata (250 di ingresso in discarica e 250 di trasporto e servizi accessori). Il che significa che il costo per il conferimento in discarica dei 180 chili annui prodotti da Confartigianato sarebbe di 90 euro totali.

E’ vero che nelle cifre propinate da Publiambiente ci stanno anche il ritiro dei materiali riciclabili, lo spazzamento delle strade (che a Sant’Agostino sono sporchissime) e tanti altri servizi e costi che la publi-spa spalma su cittadini e imprese, ma ci stanno anche le sponsorizzazioni di Publiambiente per eventi e iniziative e, in definitiva, 10.000 euro annui restano un’esagerazione.

Cosa accadrebbe se l’azienda Confartigianato si trovasse in uno dei Comuni come Larciano, Lamporecchio o Serravalle, che facendo il porta a porta hanno peraltro maggiori costi di personale?

Per capirlo, è stata effettuata una simulazione inserendo tutti parametri (anche quelli dei materiali riciclabili) di Confartigianato nel calcolatore del sito di Publiambiente.

Questi i risultati: a Lamporecchio nel 2011 si sarebbe speso 5.140 euro; a Larciano 4.800 euro e a Serravalle circa 4.600 euro: insomma, circa la metà di ciò che si spende a Pistoia.

Viene da chiedersi quei 5.000 euro in più a che (o a chi) servono.

Alla luce di tutto questo e del virtuoso esempio del Comune di Capannori, che in virtù della raccolta porta a porta ha ridotto le tariffe per lo smaltimento a carico di cittadini e imprese, Confartigianato chiede che anche il Comune di Pistoia, con il nuovo sindaco, diventi un ente virtuoso, che ama l’ambiente e non affossa le imprese.


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